La Metafisica del Pallone | di Carmelo Bisucci
La situazione che il Siracusa Calcio vive da trent’anni a questa parte è paradossale. Squadre forti che in campo ottengono risultato vengono sempre condizionate da vicende societarie assurde e disastrose, che ne compromettono le prestazioni e la classifica. Spesso, tra l’altro, chi si trova al timone degli aretusei non è trasparente sulle sorti che toccheranno agli azzurri, tra chi rilascia dichiarazioni rassicuranti sul momento e chi non parla, chi millanta e chi prova a salvare la baracca in qualche modo. In sostanza, i tifosi sono vittime del paradosso del mentitore.
Un dilemma senza soluzione
Il paradosso che menzioniamo viene attribuito a Eubulide di Megara, ma sembra che colui che lo abbia concepito sia inveceEpimenide di Creta(VIII-VII sec. a.C., o forse VI). Quest’ultimo disse: “Io sono cretese e credetemi che tutti i cretesi sono bugiardi”. Cercando di non far venire il mal di testa, è chiaro che è una affermazione senza soluzione: se si ipotizza che quanto detto sia vero, allora risulterà falso, perchè Epimenide, cretese, starebbe dicendo la verità sui suoi concittadini. Se invece si ipotizza che l’enunciato sia falso, allora è vero, perchè dei cretesi non saranno bugiardi come detto da Epimenide, se lui sta dicendo una frase corrispondente alla realtà dei fatti. Ora, questo rompicapo, oltre ad aver messo a nudo i problemi dell’ambiguità del linguaggio, ha fatto ammattire filosofi e matematici. Eppure ha trovato una sua applicazione pratica nel nostro Siracusa. Non tutte le società del Siracusa dal 96 a oggi sono state bugiarde, ma quando ci sono stati problemi lo sono state tutte, mentre davano rassicurazioni cui la piazza credeva.
Dal 1996 a oggi, la storia del calcio nella città d’Aretusa è stata un continuo palleggio tra proclami di grandezza e repentini fallimenti, un loop logico in cui la “verità” dei presidenti si è scontrata sistematicamente con la “falsità” dei bilanci. Qui nasce il paradosso siracusano:“La società è sana ed è pronta al salto di categoria”. Una frase pronunciata più volte che, nel giro di pochi mesi, si è rivelata il suo esatto contrario, portando alla radiazione dai professionisti e alla ripartenza dall’Eccellenza o dalla Terza Categoria. Da quel momento, per i successivi trent’anni, il tifoso azzurro ha dovuto imparare a decifrare ogni dichiarazione ufficiale come se fosse un enigma filosofico.
Gli anni Duemila: da Lanza a Salvoldi
Dopo anni di purgatorio nei dilettanti, l’arrivo della famigliaLanzasembrava aver spezzato l’incantesimo. Sotto la presidenza di Gabriele Lanza prima e con le successive evoluzioni societarie, il Siracusa ritrova la dignità e, nel2009, la tanto agognata escursione nei professionisti (Lega Pro Seconda Divisione), culminata poi con la sfiorata Serie B nel2012sotto la gestione di Luigi Salvoldi. Ma qui il dilemma: proprio in quel 2011/12, mentre la squadra lottava per tornare in cadetteria, arrivarono prima due poi cinque punti di penalizzazione. Il presidente annunciava ricorsi furibondo, i tifosi erano compatti dietro di lui. Eppure, a fine stagione, dopo che il -5 tolse la B conquistata sul campo e il rimpianto dei playoff persi col Lanciano, la società fallì e ripartì addirittura dalla Terza Categoria, mettendo a nudo tutte le difficoltà economiche che invece si cercò di nascondere o minimizzare. Ancora una volta, l’affermazione di solidità conteneva in sé il germe della propria smentita.
Il ciclo Cutrufo e Giovanni Alì (2013-2019)
GaetanoCutrufo, dal 2013,ha il merito storico di aver riportato il Siracusa nel calcio che conta, conquistando la Serie C nel 2016. Sono anni di grande passione, ma anche di forte instabilità emotiva e societaria.
Nel2018, la transizione della proprietà aGiovanni Alìsembra aprire un nuovo capitolo. Eppure, la dinamica non cambia. Le rassicurazioni sulla tenuta del club si susseguono fino all’ultimo giorno utile delgiugno 2019, quando la Commissione Criteri Infrastrutturali e Organizzativi decreta la fine dell’ennesimo corso calcistico. Nessuna iscrizione alla Serie C. Il paradosso si compie di nuovo: più si dichiarava vicina la salvezza del titolo sportivo, più il baratro era imminente.
La rinascita recente: L’era Ricci e la caccia alla stabilità
Dopo la parentesi del Siracusa di Salvo Montagno nel post-Covid, la svolta recente porta il nome diAlessandro Ricci. Negli ultimi anni, la nuova proprietà ha cercato di spezzare radicalmente questo legame con il passato, puntando su una comunicazione più trasparente, investimenti oculati e il ritorno in Serie D con l’obiettivo dichiarato di ritrovare il professionismo, ma senza i passi più lunghi della gamba che hanno caratterizzato il passato.
La tifoseria del Nicola De Simone, scottata da trent’anni di “mentitori” (più o meno consapevoli), ha sviluppato un pragmatismo tutto filosofico: oggi a Siracusa non si crede più alle parole, si crede solo ai fatti e ai fogli d’iscrizione timbrati dalla FIGC.
Conclusione: Oltre il Paradosso
Il Paradosso del Mentitore si risolve solo uscendo dal sistema logico che lo ha generato. Per il Siracusa Calcio, uscire dal paradosso significacostruire una cultura d’impresa sportivache non viva di soli umori domenicali o di mecenatismo volatile.
I trent’anni passati tra il 1996 e oggi sono una ferita, ma anche una grandiosa lezione di stoicismo per una delle piazze più calde e passionali del Sud Italia. Gli azzurri hanno dimostrato che, sebbene i presidenti e le menzogne del calcio business possano passare, la fede della curva “Anna” resta l’unica, indiscutibile verità.
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