C’è un siracusano sulla vetta del pattinaggio velocitàitaliano. Parliamo, naturalmente, di Vincenzo Maiorca. La scorsa settimana, sull’esigente pista di Bellusco, l’atleta aretuseo ha firmato l’ennesima pagina leggendaria di una carriera straordinaria. Maiorca ha conquistato una doppietta d’oro impressionante: prima il trionfo assoluto nel Giro ad Atleti Contrapposti (Giro Crono), poi il capolavoro nella spettacolare staffetta Americana. Lo abbiamo raggiunto in esclusiva perPianeta Siracusaper farci raccontare le emozioni e le scelte tecniche dietro a questo memorabile titolo italiano.
L’emozione del double ai Campionati Italiani di Bellusco
Domanda: Vincenzo, ieri a Bellusco hai firmato l’ennesima pagina storica della tua carriera con una doppietta d’oro impressionante, tra l’assoluto nel Giro Crono e il trionfo di squadra nell’Americana. Quando sei salito sul gradino più alto del podio per la seconda volta nella stessa giornata, qual è stato il primo pensiero? C’è una dedica speciale per questo double tricolore?
Nella gara del Giro atleti contrapposti sapevo di poter fare bene. Si trattava solo di mettere in pista il grande lavoro svolto nei mesi precedenti. L’emozione più grande, però, è arrivata con la staffetta. Dal 2021 inseguivamo questo titolo con la formazione composta da me, Leopoldo La Rosa e Roberto Maiorca.
A volte la fortuna non è stata dalla nostra parte, altre volte gli avversari sono stati semplicemente più forti. Non eravamo mai riusciti a conquistare la vittoria, nonostante avessimo una squadra omogenea e molto competitiva. Riuscirci finalmente è stato come raggiungere un obiettivo prefissato da anni. L’emozione è stata indescrivibile. La dedica speciale va a tutta la squadra che ci ha accompagnato e supportato durante questo percorso verso il tricolore.
La gestione psicologica del Giro Crono
Domanda: Nel Giro ad Atleti Contrapposti sei tu solo contro il cronometro e la pressione di dover confermare i pronostici. Avversari del calibro di Piergigli e Marsili non concedono il minimo margine di errore. Psicologicamente, come hai gestito la vigilia e quei secondi decisivi prima dello scatto sulla linea di partenza?
Negli attimi che precedono la partenza cerco soltanto di rimanere il più concentrato possibile. Ripasso mentalmente e visualizzo il mio giro, riducendo al minimo ogni errore. In base alla pista so con precisione quanti passi e quante spinte dovrò affrontare. Solo così posso esprimere al meglio il mio potenziale e ottenere il miglior tempo possibile.
Il trionfo nella Staffetta Americana
Domanda: Passiamo all’oro nella staffetta americana, una vittoria straordinaria conquistata insieme a Roberto Maiorca e Leopoldo La Rosa contro le storiche corazzate del Nord. In una gara dove la sincronizzazione e il tempismo nei cambi contano quanto le gambe, qual è stato il momento esatto in cui avete capito di avere in pugno la medaglia d’oro?
Ho capito che potevamo vincere solo quando abbiamo tagliato il traguardo. In una gara così tecnica tutto può cambiare in un attimo e le variabili sono davvero tante. Abbiamo scelto di condurre la gara fin dall’inizio per evitare la confusione del gruppo e imporre il nostro ritmo. Alla fine questa strategia ha pagato: siamo stati i più veloci e siamo riusciti a conquistare lo scudetto.
I dettagli tecnici: ruote e cuscinetti scelti da Vincenzo Maiorca
Domanda: Bellusco è un pattinodromo esigente che richiede un bilanciamento perfetto tra scorrevolezza e tenuta in curva. Che tipo di setup hai scelto per i tuoi pattini ieri in termini di durezza delle ruote e cuscinetti? C’è stata una scelta tecnica particolare che ha fatto la differenza rispetto ai tuoi rivali?
Il caldo ci ha messo davvero in difficoltà. La pista cambia molto comportamento in base alla temperatura esterna. Quando fa molto caldo diventa più scivolosa e meno scorrevole. Per questo motivo ho preferito utilizzare un set di ruote più morbide, privilegiando la massima tenuta in curva anche a scapito di un po’ di scorrevolezza. Per me era fondamentale avere sicurezza e controllo durante tutta la gara.
Per quanto riguarda i cuscinetti, ho utilizzato gliSPSPSK HYDROGEN SK-9 Mini. Essendo cuscinetti micro, mi hanno permesso di ridurre leggermente il peso. Ho ottenuto così una maggiore maneggevolezza, soprattutto nei cambi di direzione e in curva. Il setup rimane comunque una scelta molto personale. Ogni atleta cerca la configurazione che meglio si adatta alle proprie caratteristiche e alla pista per esprimere il massimo potenziale.

