A soli 19 anni, Mohamed Soudassi ha già raggiunto un traguardo prestigioso nell’atletica italiana. Nato in Marocco e cresciuto ad Avola, ha iniziato a praticare atletica nel 2023. In poco tempo, il suo percorso è cresciuto fino a portarlo sul palcoscenico europeo.
Il 2026 è stato l’anno della svolta. Prima il titolo italiano Under 23 nei 400 metri con lo straordinario tempo di 45″10. Poi la convocazione in Nazionale maggiore e, infine, l’oro europeo nella 4×400 a Birmingham, conquistato insieme a Edoardo Scotti, Luca Sito e Lorenzo Benati.
Una vittoria arrivata al termine di una finale combattutissima. L’Italia ha chiuso in 2’59″16, appena tre centesimi davanti alla Gran Bretagna.
Dall’infortunio al titolo europeo
Il risultato assume ancora più valore se si considera il punto di partenza di Soudassi. A gennaio, infatti, una frattura al piede aveva messo in dubbio il resto della sua stagione. Il ritorno in pista, però, è stato più rapido del previsto e lo ha portato, pochi mesi dopo, fino al titolo europeo.
Abbiamo raggiunto Mohamed Soudassi telefonicamente per ripercorrere questo incredibile percorso, dalle prime ambizioni fino alla medaglia d’oro conquistata a Birmingham.
Dalla realtà di Avola alla medaglia d’oro europea: quando hai capito che l’atletica poteva davvero diventare qualcosa di grande per te?
Diciamo che ho sempre percepito di avere una certa affinità con l’atletica e ho sempre creduto nel sogno in grande di fare qualcosa di importante. Piano piano, allenandomi sempre di più, ho capito che quel sogno era raggiungibile. Il primo risultato importante è arrivato ai Campionati Italiani U23, dove ho siglato il quinto tempo di sempre nei 400 metri.
Quel 45″10 corso ai Campionati Italiani U23 ha rappresentato un vero punto di svolta. Soudassi ha conquistato il titolo italiano e si è inserito tra i migliori italiani di sempre nei 400 metri.
Un risultato che ha trasformato un sogno coltivato negli anni in una prospettiva sempre più concreta.
A gennaio eri fermo per una frattura al piede. Pochi mesi dopo sei campione d’Europa: quanto è stato difficile credere di poter arrivare fino a questo momento quando eri costretto a stare fermo?
Diciamo che dopo la frattura al piede avevo perso le speranze per questa stagione. Nonostante questa grande difficoltà che mi ha tenuto fermo, non ho mollato e, grazie al mio allenatore, tanta fisioterapia e allenamenti accurati, tutto è andato per il meglio fino ad arrivare al risultato dei Campionati U23.
Dalla paura di dover rinunciare alla stagione alla conquista del titolo europeo. In pochi mesi, Soudassi ha trasformato un momento difficile in una delle stagioni più importanti della sua giovane carriera.
Fondamentali, nel percorso di recupero, sono stati il lavoro con il suo allenatore, la fisioterapia e la gradualità degli allenamenti.
Il brivido della finale di Birmingham
La 4×400 europea ha regalato all’Italia una delle vittorie più emozionanti della manifestazione. La squadra azzurra ha resistito fino all’ultimo metro alla rimonta della Gran Bretagna, conquistando l’oro davanti al pubblico inglese.
Nella finale della 4×400 avete vinto l’oro per appena tre centesimi. Cosa passa nella testa di un atleta in quei pochi secondi tra il taglio del traguardo e la consapevolezza di essere campione d’Europa?
Diciamo che siamo rimasti con il fiato sospeso per tutta la gara, essendo che riconoscevamo e sapevamo il valore della squadra degli inglesi. Vincere in Inghilterra è stato magnifico, essendo che ci giocavamo il medagliere nella nostra gara.
Per Soudassi, alla prima esperienza con la Nazionale maggiore, è arrivata così una medaglia dal valore speciale. Un oro conquistato in una finale decisa da appena tre centesimi e davanti al pubblico di casa della squadra britannica.
E ora, quale sarà il prossimo traguardo?
Dopo il titolo italiano U23 e l’oro europeo, per Soudassi si apre una nuova fase della carriera. Ma il giovane atleta preferisce guardare al futuro senza anticipare troppo ciò che potrebbe accadere.
Adesso che hai conquistato l’Europa, qual è il prossimo traguardo che Mohamed Soudassi vuole raggiungere? C’è già un tempo, una gara o un sogno che hai in testa?
Diciamo che ho buoni pronostici per il futuro, ma non si può sapere cosa può succedere. Il mio obiettivo è fare meglio ogni anno che passa. Ciò che verrà, verrà.
Una filosofia semplice, ma ambiziosa: continuare a migliorarsi stagione dopo stagione.
Il 2026 ha portato Soudassi dal recupero dopo un infortunio al titolo italiano Under 23, fino alla consacrazione europea con la staffetta azzurra. Ora il ragazzo cresciuto ad Avola guarda avanti, con la voglia di continuare a correre e di scoprire fin dove potrà arrivare.

