loghi Siracusa Calcio , Trapani e Messina

I risultati dell’ultima stagione sono solo la punta dell’iceberg. Il calcio siciliano vive una situazione da incubo ormai da anni. Non si tratta di un semplice problema sportivo, bensì di un collasso di sistema. Gestioni societarie catastrofiche e strutture arretrate stanno distruggendo lo sport nell’isola.

Siracusa Calcio e le sorelle: un quadro impietoso

Attualmente ilSiracusa Calcioè retrocesso in Serie D. Tuttavia, il suo futuro immediato resta un mistero fitto. Il club aretuseo si trova sul filo di lana, una dinamica che purtroppo si ripete dal 1995 a oggi. Tra penalizzazioni, debiti, stipendi e contributi IRPEF non pagati, fondi in trattativa di cui non si sa niente e cordate rifiutate, il silenzio della dirigenza alimenta forti dubbi e inquietudine.

Inoltre, il Siracusa non è l’unica realtà in allarme rosso. Anche ilTrapaniè retrocesso in D, martoriato da ben 25 punti di penalizzazione per inadempienze finanziarie, con alle spalle un fallimento piuttosto recente, nel 2020.

La situazione più drammatica colpisce però ilMessina. I biancoscudati, già sconfitti nei playout della C lo scorso anno e partiti da -14 nella D 2025/26, sono retrocessi in Eccellenza per la prima volta nella loro storia, dopo i playout persi contro il Ragusa. I problemi della gestione Sciotto e della nuova proprietà australiana, che ha evitato la bancarotta, hanno pesato tantissimo sul morale della squadra, per una città che dal 2008 a oggi ha già vissuto due dissesti finanziari e mezzo..

Allo stesso modo, la crisi travolge le altre piazze storiche:

  • Acireale:Sconfitto ai playout e retrocesso in Eccellenza.
  • Akragas:Cerca la risalita in Eccellenza tramite playoff, dopo il fallimento dello scorso anno.
  • Igea Virtus:Beffata da un -5 in classifica per aver schierato un portiere squalificato (società rinata dopo il fallimento del 2019).
  • E poi c’è il caso dellaNissa, che ha avuto in mano lo storico salto in C dopo 39 anni, specie nelle battute finali del torneo con 17 risultati utili consecutivi, sprecando tutto proprio a due passi dal traguardo in favore del Savoia. Ha ora vinto i playoff contro la Reggina, ma sappiamo bene noi siracusani come questi spareggi siano specchietto per le allodole.

Palermo e Catania: progetti ambiziosi ma inconcludenti

Il culmine dell’amarezza si raggiunge guardando le uniche due realtà rimaste nel professionismo:PalermoeCatania. I loro rispettivi fallimenti del 2019 e 2022 hanno suscitato un fragoroso rumore e avrebbero dovuto servire da forte monito per cercare di riformare il calcio nostrano, ma così non è stato. E se è vero che entrambe sono risalite in fretta nel professionismo, è altrettanto vero che sono rimaste ingabbiate nelle sabbie mobili di progetti ambiziosi ma deludenti.

Sponda rosanero, il ricchissimo fondo City Football Group sta investendo molto nel progetto stadio e nel centro sportivo.Tuttavia, il sogno Serie A è rimasto sulla carta. Nonostante l’arrivo in panchina di Filippo Inzaghi, il pesante 3-0 subìto a Catanzaro nei playoff rischia di azzerare le speranze anche in questa stagione.

Discorso simile ai piedi dell’Etna. I rossazzurri del presidente italo-australiano Pelligra, supportato da Grella e Bresciano in dirigenza, lotta da tre anni per la Serie B.Di conseguenza, i tifosi masticano amaro. Nel 2024/25 ha vinto la Coppa Italia Serie C, ma in campionato ha rischiato i playout; nella stagione appena trascorsa, playoff raggiunti, vero, ma con rimpianti enormi dopo un girone d’andata d’alta classifica, un rendimento casalingo pressoché perfetto per 3/4 di campionato con zero gol subìti e poi il calo col valzer in panchina tra Toscano e Viali. Il tutto ha trasformato i playoff in un’enorme incognita.


Una Sicilia sempre più lontana dal resto d’Italia

Come la faglia dello stretto di Messina ci allontana ogni anno dalla penisola, anche il calcio spinge la Sicilia sempre più in là. Le strutture dell’isola sono quasi ovunque fatiscenti. I club propongono idee ambiziose che però si rivelano solo cambiali vuote.

In conclusione, non si investe denaro e si abbandonano i settori giovanili. La Sicilia è la regione più grande d’Italia, eppure esprime solo due club professionistici. Per fare un confronto che genera rabbia, la Lombardia ne vanta venti tra Serie A e Serie C. Una volta raggiunto il professionismo, come accaduto al Siracusa, sostenerlo non è appannaggio dei club siciliani praticamente in ogni occasione e se è vero che il sistema è iniquo e sempre più insostenibile, avere a che fare con società impreparate e che vanno all’arrembaggio senza alcuna preparazione è altrettanto inaccettabile. Occorerrebbero scelte coraggiose, persone del ramo sportivo ma soprattutto imprenditori che sanno il fatto loro. Tempi duri in Italia però, perchè ciò accada.

Mentre guardiamo la barca affondare, torna in menteIl Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

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DiCarmelo Bisucci

Nato a Siracusa nel 1999, si è laureato in Scienze filosofiche nel 2023. Appassionato di calcio sin da bambino, sia negli aspetti tecnici che nei suoi effetti sociali, già collaboratore con diverse pagine e siti calcistici . Aspira a essere coinvolto nell'ambito del giornalismo sportivo e accademico

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