Siracusa Calcio ritiro al De Simone

Il Caffè del Leone | di Pierantonio Reale

Roberto Vecchioni cantava“Luci a San Siro”per raccontare la giovinezza perduta e la malinconia dell’amore. A Siracusa, invece, è Giuseppe Gibilisco a mostrarci i nuovi riflettori del De Simone, ma anche in questo caso le emozioni dominanti sono la mestizia e la nostalgia. I nuovi fari, infatti, illuminano quel vuoto desolante che oggi riempie l’intero rettangolo verde.

Inevitabilmente, il pensiero vola alla Serie C appena perduta, proprio ora che i lavori di ammodernamento sono stati completati e lo stadio sarebbe finalmente pronto a ospitare una categoria professionistica. Invece l’anno prossimo, se saremo fortunati, al De Simone vedremo la Serie D; più probabilmente, una categoria ancora inferiore.

Tifosi e opinionisti lo hanno ripetuto come un mantra: se i presidenti del passato avessero goduto dello stesso sostegno istituzionale riservato all’attuale proprietà, il Siracusa avrebbe evitato parecchi fallimenti. In particolare quello del 2012, quando a Salvoldi mancarono poche decine di migliaia di euro per iscrivere la squadra alla vecchia C1. Sorge allora spontaneo un interrogativo: cosa ha spinto l’attuale amministrazione a fidarsi così ciecamente di quell’imprenditore residente a Bucarest?

Sarà stata la promessa della Serie B in cinque anni? O forse l’illusione di quel doppio salto di categoria dall’Eccellenza ai professionisti in appena un triennio? In quegli anni magici, in molti abbiamo creduto di aver finalmente trovato una proprietà seria, con una solidità economica importante da investire sul club.

Cosa si è rotto, allora, tra quella favola e l’ultima drammatica stagione? Da un lato, i controlli stringenti della Covisoc hanno fatto emergere tutte le inadempienze societarie. Dall’altro, pesa come un macigno una differenza sostanziale nella gestione societaria: l’assenza totale di comunicazione.

Fino a un anno fa era l’ex presidente Montagno a curare il dialogo con la stampa e i tifosi, preservando quel patto di fiducia con la piazza che negli ultimi dodici mesi è stato totalmente calpestato. I nuovi fari del De Simone diventano quindi l’abbagliante metafora di questo fallimento: illuminano un rettangolo verde deserto, mettendo brutalmente a nudo lo stesso vuoto pneumatico e lo stesso silenzio assordante che da mesi arrivano da Bucarest.

DiPierantonio Reale

Classe '97, avvocato e Direttore Editoriale di Pianeta Siracusa, progetto editoriale che ha fondato nel 2025. Sportivo per passione e cronista per vocazione, racconta le vicende e i protagonisti dello sport siracusano dentro e fuori dal campo.

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