Gaspare Caccio0la allenatore Siracusa

Passate le formalità legate all’iscrizione e ricevuto il definitivo semaforo verde dalla Covisod, per il Siracusa è tempo di guardare in faccia la realtà. Smaltita l’amarezza per la dolorosa retrocessione, la piazza deve fare i conti con un presente ancora più crudo, segnato da una pesante penalizzazione in classifica che trasforma la prossima Serie D in un vero e proprio percorso a ostacoli. In questo scenario di trincea, il primo tassello – o forse sarebbe meglio dire la pietra angolare – è già al suo posto: il ritorno in panchina di mister Gaspare Cacciola.

Una scelta che, alla luce delle difficoltà di partenza, assume un significato preciso. Per il tecnico si tratta di un ritorno al “De Simone” dopo il biennio tra il 2022 e il 2024, diviso tra la gioia della promozione dall’Eccellenza e i rimpianti della quarta serie. La linea strategica della dirigenza quest’anno non cerca l’effetto speciale, ma la massima sicurezza: per navigare in acque agitate serve affidarsi a uomini che conoscano a memoria ogni pressione dell’ambiente azzurro. Non è un caso, infatti, che i primi nomi caldi del mercato portino al portiere aretuseo Di Silvestro e a due ex come Sarao e Zampa.

Se da un lato rimane la volontà societaria di valorizzare i giovani nel tempo, dall’altro appare evidente come la sopravvivenza sportiva passi dall’usato sicuro. In un campionato che partirà in forte salita, non c’è spazio per gli esperimenti. Servono calciatori di categoria e di carattere, capaci di reggere l’urto psicologico di una classifica inizialmente deficitaria e di trascinare il pubblico del “De Simone” nei momenti più duri. Si tratta di una netta virata rispetto alla filosofia recente della gestione Turati, fatta di gioventù e innovazione tattica. Quest’anno, con l’obiettivo vitale di onorare la categoria e stabilizzare la barca, la società ha preferito la concretezza dell’usato sicuro sull’incertezza di nuove scommesse.

Resta da capire se questa restaurazione, fatta di volti noti e certezze del passato, sarà l’antidoto giusto per neutralizzare il pesante handicap di partenza o se rischierà di trasformarsi in un nostalgico ritorno al futuro. La Serie D è un campionato cinico, e affrontarlo con una zavorra di punti in meno richiede una forza fuori dal comune. La dirigenza ha tracciato la rotta, scegliendo l’esperienza al posto dell’azzardo: ora la parola passa al campo, l’unico vero giudice supremo. L’augurio di tutta la piazza è che questa via dell’identità e del carattere sia quella giusta per giocarsi al meglio le proprie carte nel prossimo difficile campionato.

DiPierantonio Reale

Classe '97, avvocato e Direttore Editoriale di Pianeta Siracusa, progetto editoriale che ha fondato nel 2025. Sportivo per passione e cronista per vocazione, racconta le vicende e i protagonisti dello sport siracusano dentro e fuori dal campo.

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