L’estate del Siracusa Calciosi è aperta all’insegna dell’incertezza e dei nodi burocratici legati all’iscrizione al campionato di Serie D. In questo contesto di forte tensione societaria e finanziaria è emersa la figura del dottor Sartiano, presentatosi inizialmente come figura chiave di raccordo in un momento critico, per poi defilarsi completamente nel giro di poche settimane.
Ricostruiamo le tappe fondamentali di questo rapporto, dalle prime caute ammissioni della dirigenza fino alla rottura definitiva di luglio, che ha segnato l’avvio di una nuova fase per la club azzurro.
Le prime battute: la prudenza di Ricci e le ambizioni di Sartiano
Nel momento cruciale dell’iter di iscrizione al campionato, il presidente del Siracusa, Alessandro Ricci, ci ha tenuto a definire chiaramente i contorni della presenza di Sartiano in città, riducendola a una consulenza tecnica e burocratica mirata unicamente a mettere in ordine la documentazione, in un’intervista a Siracusa News.
«È un interlocutore con cui stiamo parlando. In questo momento ha il ruolo di coordinare le attività propedeutiche all’iscrizione della squadra al campionato».
«Al momento è un professionista che collabora e coordina il lavoro dei professionisti che stanno aiutando la società nella pratica di iscrizione. Una volta terminato questo percorso, si potranno definire le posizioni aperte per allargare la compagine societaria».
Ecco invece le dichiarazioni rilasciate a SiracusaOggi dallo stesso Sartiano il 16 giugno, dalle quali traspariva un coinvolgimento più strutturato e orientato all’ingresso di un nuovo gruppo di investitori e a un cambio di gestione:
«Voglio però chiarire subito che non sono solo. Siamo un gruppo di professionisti, io mi sono occupato di mediare tra la società del presidente Ricci ed i nuovi investitori. Sono tutti italiani, senza coinvolgimento del Sur City Group di Dubai. Almeno non per il momento, In futuro, chissà. Potrebbe diventare possibile qualche collaborazione».
«Se mi venisse richiesto, potrei svolgere un ruolo dirigenziale».
Lo strappo di luglio: la ricostruzione dei fatti secondo Sartiano
Arrivati al mese di luglio, di fronte a un’evidente distanza dai quadri societari, è stato lo stesso Sartiano, nella giornata di ieri, a ricostruire dettagliatamente l’origine e la fine del suo impegno a Siracusa, spiegando i retroscena che lo hanno portato a fare un passo indietro, dichiarando a Pascal Desiato:
“Nel mese di maggio mi ha contattato Ricci, tramite un collega, esponendomi la situazione debitoria e creditoria, il suo pensiero era vendere il titolo ad una società limitrofa di Eccellenza. Io dopo una valutazione debitoria gli consigliai di non procedere in questa direzione, ma tramite fideiussione, presso federazione, dopo un controllo si poteva saldare emolumenti per l’iscrizione con una rateizzazione verso l’erario, ed abbassando tutto ciò sarebbe stato più semplice fare entrare un gruppo per rilevare il titolo.
Si è lavorato per un mese dando un mandato per tutto ciò ad un avvocato del posto anche per togliere ed avere certezze che non ci fossero in atto azioni di fallimento, anche questo dopo vari controlli presso il tribunale di Siracusa da parte dell’Avvocato Giuseppe Trigilia. Nel frattempo iniziai a sondare presso i fornitori in essere per fare un piano di rateizzazione soprattutto per riprendere lo stadio, infatti di ciò previo sua autorizzazione mi misi in contatto con il sindaco e capo di gabinetto presentando un progetto futuro per acquisire le quote.
Nel frattempo essendo arrivato a compimento dell’iscrizione mi stavo occupando della programmazione tecnica dove verbalmente avevo idea sia dell’allenatore che dello staff con una chiarezza economica ben programmata. Purtroppo il presidente Ricci nell’ultimo periodo mi ha ribadito che non voleva che nessuno si interessasse sul piano tecnico in quanto avrebbe pensato lui alle nomine, a tal proposito ho capito che non ci fossero più le condizioni per un progetto tecnico ed economico da poi presentare per un gruppo, visto le dinamiche societarie”.
Un’intesa mai decollata: il Siracusa riparte con Cacciola
Dall’analisi delle due versioni emerge chiaramente come il rapporto tra Ricci e Sartiano non sia mai davvero decollato sul piano organico. Sartiano non ha mai ricoperto un ruolo ufficiale all’interno del Siracusa Calcio: per la proprietà è sempre rimasto una sorta di consulente operativo esterno, chiamato a gestire la fase d’emergenza, mentre l’ipotesi di un passaggio di mano o di un ingresso in società si è arenata non appena si è toccato il nodo della gestione tecnica.
Di fronte alla presa di posizione di Sartiano, il club azzurro non ha battuto ciglio. Una volta garantita la presenza in Serie D, la società ha preferito virare con decisione verso una strada autonoma e negli ultimi giorni ha focalizzato ogni risorsa nell’allestimento dell’organico da mettere a disposizione di mister Cacciola e nella definizione della nuova struttura dirigenziale.
Una complessa fase di transizione
La figura del dottor Sartiano rimane così il simbolo di una delicata fase di passaggio per il calcio siracusano. Un momento segnato dalle tossine della retrocessione e dalle evidenti difficoltà finanziarie, culminato infine con un drastico azzeramento dei quadri dirigenziali e della rosa azzurra. Chiuso il capitolo delle trattative esterne, il Siracusa tenta ora di ripartire da basi del tutto rinnovate per affrontare la nuova stagione sportiva.
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