Il Caffè del Leone | di Pierantonio Reale
Anche questo lunedì, come quasi sempre dopo una trasferta, ilSiracusa calcionon ci regala una vittoria. Con la sola eccezione della partita di Picerno, i Leoni azzurri non sono mai riusciti a conquistare i tre punti fuori dalle mura amiche delDe Simone. Soltanto in quattro occasioni, inoltre, è arrivato almeno un pareggio in casa degli avversari. Ieri, però, quei tre punti erano assolutamente necessari per alimentare il sogno deiplayout: una salvezza che le omissioni di Ricci e le conseguenti sentenze dei tribunali sportivi hanno reso irraggiungibile come la vetta del K2.
Considerando soltanto i punti conquistati tra le mura amiche, i Leoni occuperebbero addirittura l’undicesimo posto in classifica e lotterebbero per i playoff di promozione in Serie B. Come si spiega, dunque, una differenza così abissale?
Qualche malalingua suggerisce che la mancanza di fondi per i viaggi non permetta ai giocatori di raggiungere gli stadi avversari adeguatamente riposati. Può darsi. Tuttavia, per me, l’unica spiegazione vera è un’altra.
Il pubblico azzurro ha la straordinaria capacità di trasmettere una spinta ulteriore alla squadra, di trascinarla oltre i propri limiti e di farle affrontare senza timore avversari sulla carta ben più forti. Non è un caso che laSalernitanae ilCatania, al De Simone, non siano riusciti a passare.
Non è una coincidenza nemmeno che, sette giorni fa contro l’Atalanta, persino tra le mura amiche i tre punti siano mancati: laCurva Annaera assente per protesta contro le seconde squadre e la differenza si è sentita eccome. Allo stesso modo, nella gran parte delle trasferte, l’accesso allo stadio è stato spesso vietato ai tifosi ospiti aretusei, privando così i giocatori anche di quel minimo sostegno esterno.
Nelle ultime due partite, sei punti potrebbero comunque non bastare alSiracusaper conquistare iplayout. Eppure, se esiste ancora una speranza, essa passa inevitabilmente dai canti di noi tifosi sugli spalti del De Simone.
Quindi, domenica prossima, non manchiamo. Andiamo a sostenere chi indossa la maglia azzurra e lotta ogni giorno per difendere i nostri colori.Crediamo in questo miracolo.

