Il Caffè del Leone | di Pierantonio Reale
La Serie D è finalmente cominciata e il primo assaggio ha regalato grande spettacolo. Nel primo turno di campionato, il Siracusa Calcio guidato da Gaspare Cacciola ha conquistato la scena mettendo a segno quattro reti su sei complessive. Già durante la sua prima esperienza sulla panchina azzurra, il tecnico aveva mostrato un calcio offensivo e propositivo, fondato sull’idea di fare sempre un gol in più dell’avversario.
La versione 2026 del Cacciolismo spinge l’asticella ancora più in alto e ricorda da vicino la prima Zemanlandia. La squadra attacca a pieno organico e lascia la linea difensiva ai duelli individuali nell’uno contro uno, esponendosi alle ripartenze avversarie. La prima uscita stagionale ha mostrato esattamente questo scenario: una mole di gioco imponente a fronte di una retroguardia ancora fragile e da registrare.
Il cambio di rotta rispetto al biennio di gestione Turati è netto. I giocatori non seguono più uno spartito rigido, ma partecipano a una vera e propria jam session jazz dove l’iniziativa personale fa la differenza. Questo assetto garantisce imprevedibilità e grande divertimento in fase di possesso, ma rischia di concedere troppo agli attaccanti avversari.
Questa squadra, finita sul banco degli imputati prima di iniziare, ha dimostrato di voler recitare il ruolo di mina vagante del girone. Il gioco incanta la piazza e accende l’entusiasmo dei tifosi. Tuttavia, saranno la continuità dei risultati e la tenuta difensiva a stabilire se il Siracusa potrà davvero ribaltare i pronostici della vigilia.

