Il calciomercato azzurro si arricchisce non solo di tecnica, ma di un carico emotivo e professionale che può spostare gli equilibri. Orazio Pannitteri si presenta alla piazza con la consapevolezza di chi porta sulle spalle un’eredità prestigiosa e la ferma convinzione della validità del percorso intrapreso dal club. In un momento cruciale per la stagione, dove la compattezza e la gestione della pressione sono vitali, le parole del nuovo acquisto tracciano la rotta verso l’obiettivo prefissato.
Ecco le parole rilasciate ai nostri microfoni:
“Ho scelto Siracusa tra le offerte che avevo per una questione di cuore. È stata una scelta dettata dalla voglia di indossare questa maglia e di dare una mano a una squadra che ha bisogno e vuole raggiungere la salvezza. La mia scelta è poi legata alla mia famiglia: ho un cognome prestigioso che ha fatto la storia del Siracusa, quindi sono davvero felice e emozionato”.
Un legame, quello con Siracusa, che sembra andare oltre il semplice aspetto professionale.
“Per me è un’emozione unica; nonostante io non abbia mai giocato a Siracusa, è come se fossi azzurro da una vita perché sono cresciuto andando allo stadio De Simone e guardando mio padre. Alle partite guardavo lui che firmava autografi; ero piccolino, ho tantissime magliette e tantissimi ricordi dei suoi gol. Lui a Siracusa è sempre amato e voluto. Sono felicissimo di essere qua perché questa è una delle piazze più prestigiose della Sicilia e me la sento dentro”.
Oltre al cuore, c’è la convinzione tecnica nel progetto.
“Credo fortemente nella squadra, nel progetto del presidente e dello staff. Credo che tutti insieme possiamo fare grandi cose e raggiungere la salvezza. Ne sono convinto perché ho visto che la squadra non molla di un centimetro e sono sicuro che daremo tutto fino all’ultima giornata”.
Le dichiarazioni di Pannitteri confermano che l’operazione non è solo “di bandiera”, ma poggia su basi solide. Il riferimento esplicito alla tenacia del gruppo è un indicatore importante del clima nello spogliatoio. La sua capacità di leggere il gioco e la sua carica agonistica saranno fondamentali per mantenere l’intensità alta in ogni fase di transizione fino al fischio finale.

