L’editoriale di Pierantonio Reale

Dalla nebbia rassicurante di Londra al riverbero accecante del “Nicola De Simone” passa molto più di una manciata di meridiani. Passa lalinea d’ombra che separa una favola da una polveriera. Molto presto tornerà sugli schermi l’AFC Richmond di Ted Lasso, l’allenatore di football americano che riesce ad imporsi nella Premier League non con la tattica, ma infondendo serenità e fiducia alla sua squadra al motto di“Believe” (crediamoci).

Marco Turati è un coach ben più preparato del suo collega televisivo, ma il suo Siracusa, nella recente trasferta di Potenza, hatrasudato tutto fuorché serenità e fiducia. Quella che abbiamo visto al “Viviani” è stata una squadra nervosa e a tratti irriconoscibile, vittima di quella stessa pressione che avrebbe dovuto alimentare la corsa salvezza e che invece si è trasformata in uncorto circuito emotivo capace di paralizzare le gambe e offuscare le idee.

La partita di Potenza è stata, nella prima ora di gioco, forse quella peggio interpretata dai Leoni in tutto il campionato. È l’inevitabile scotto pagato da un’impalcatura tecnica diventata improvvisamente fragile; cambiare benotto giocatori nel mercato di gennaio, proprio nel momento in cui era stato faticosamente trovato un equilibrio sia tattico che di compattezza del gruppo, si sta rivelando un fattore chepesa come un macigno. Sicuramente le vicende extra-campo e l’imminente penalizzazione hanno condizionato le menti e le performance di alcuni calciatori, ma se c’è un momento in cui è doverosodisinnescare le tensioni, calmare gli animi e fare gruppo, è proprio questo.

Ted Lasso insegna ai suoi giocatori adessere “come pesci rossi”, ovvero a dimenticare l’errore o il torto subito dopo appena dieci secondi. Allo stesso modo, Turati deve convincere i suoi aschermarsi dal rumore di fondo: lasciare indietro penalizzazioni, pendenze economiche, fischi e trambusti, per guardare unicamente all’orizzonte della prossima partita. Abbiamo già dimostrato che,spogliati dalle paure, possiamo dar filo da torcere a chiunque. Uniamoci allora al grido di“Believe!”e crediamo in questa salvezza, per quanto complessa e tormentata possa apparire.

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